Storia


Storia Hotel

L’Albergo è costituito da due edifici distinti sia per architettura che per storia: l’Hotel Monte Baldo e la Villa Acquarone.

L’Hotel fu costruito agli inizi del’900 come struttura ricettiva.

Durante la Repubblica di Salò ospitò i medici che lavoravano nel vicino Ospedale Militare Tedesco (il Grand Hotel) ed il personale del comando militare tedesco, che lavorava nella Villa Acquarone.

Nel 1960 l’albergo venne ampliato con la costruzione del terzo piano.
La Villa Acquarone è un edificio in stile neopalladiano della fine dell'800, arricchito da statue originali sulla facciata.

Fu costruito su commissione della famiglia tedesca dei Conti Moi dall'ing. Fuchs, che a Gardone progettò numerose ville ed alberghi.
Dopo la 1° guerra mondiale, la proprietà passò al Duca d’Acquarone, ministro della Real Casa.
Durante la Repubblica di Salò fu requisita e divenne sede del comando militare tedesco addetto al rilascio di documenti amministrativi ai cittadini italiani.
Nel 1947 la Villa fu acquistata dalla famiglia Schmidt-Sari, diventando la prestigiosa dipendenza dell’Albergo; ciò consentì anche l’ampliamento del parco e della spiaggia.

La villa fu restaurata nel 1999 ed i colori delle facciate vennero realizzati su progetto del color-designer e pittore Jorrit Tornquist.

La famiglia
Gli Hohl, bisnonni materni degli attuali proprietari, provenivano da Davos in Svizzera, dove possedevano una pensione. Nel 1902 si trasferirono a Gardone Riviera e, innamoratisi del luogo, presero in gestione un albergo, denominandolo Garda Suisse. Qualche anno dopo acquistarono una villa in collina e la trasformarono nella Pensione Hohl. Nel 1925 acquistarono l’attuale Hotel Monte Baldo, dai Wimmer, proprietari del Grand Hotel e da allora l'albergo è gestito dalla stessa famiglia, diventata poi Schmidt-Sari.

Storia Locale

La fama di luogo di villeggiatura e di cura di Gardone Riviera risale alla fine dell’800 quando alcuni medici tedeschi notarono la particolare mitezza del clima e l’amenità dei luoghi.

L’ing. Luigi Wimmer fu il pioniere del turismo a Gardone. Proveniente dall’Austria, vi si stabilì intorno al 1870 per motivi di salute ed iniziò a progettare alberghi e ville; quindi grazie ai suoi rapporti con il mondo culturale e scientifico mitteleuropeo, attirò un’elegante clientela cosmopolita che qui passava i mesi invernali.

Gardone, da piccolo paese di agricoltori e pescatori, si trasformò in un elegante centro di cura e di villeggiatura, con le sue passeggiate, i grandi alberghi, la Villa Alba, il Casinò e soprattutto i suoi parchi. Infatti per realizzare una concezione del giardino romantico e naturalistico insieme tipica del periodo fin de siècle, furono introdotte nuove specie botaniche di grandi dimensioni come i cedri deodara, le magnolie, le canfore, le palme ecc., che ancora oggi convivono con la vegetazione mediterranea tipica del lago.

Dopo una pausa dovuta alla Prima Guerra Mondiale, Gardone conobbe un’altra fase felice della sua storia con Gabriele d’Annunzio che vi trascorse gli anni dal ’21 al ’38 e che qui fece costruire il Vittoriale degli Italiani, casa-museo tra i più frequentati e ricco di memorie storiche e letterarie. Anche le vicende della Repubblica Sociale, dal ’43 al ’45, si svolsero tra Gardone e Salò. Le splendide ville e i grandi alberghi diventarono sedi di ambasciate, dimora degli alti comandi tedeschi o presidi ospedalieri.